Washington — Si è conclusa a Washington la decima edizione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, con una serata esclusiva tenutasi nella residenza dell’Ambasciatore d’Italia, Villa Firenze. L’iniziativa, promossa dall’Ambasciata d’Italia negli Stati Uniti, ha riunito istituzioni, protagonisti della ristorazione italiana e italo-americana, e rappresentanti dell’amministrazione statunitense per celebrare e valorizzare l’eccellenza agro-alimentare italiana e i principi della Dieta Mediterranea.
La cena ufficiale, curata dallo chef di Villa Firenze Roberto Grazioli in collaborazione con Pasquale e Gaetano Torrente del ristorante Al Convento di Cetara (Salerno), ha proposto un menu pensato per raccontare territorio e tradizione attraverso ingredienti di qualità e tecniche artigianali. Tra gli ospiti figuravano esponenti del mondo politico e giudiziario, tra cui i deputati Deborah Bergamini e Carlo Fidanza, e il Giudice della Corte Suprema Samuel Alito, oltre a membri dell’amministrazione americana come il Vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale Andrew Baker e i sottosegretari Allison Hooker e Dario Gil.

«Celebrare la Settimana della Cucina Italiana qui negli Stati Uniti significa contribuire a far conoscere ancora meglio al pubblico americano le nostre eccellenze agro-alimentari e i principi della Dieta Mediterranea», ha dichiarato l’Ambasciatore Marco Peronaci, sottolineando che «la cucina italiana è un linguaggio culturale, uno stile di vita, un patrimonio tramandato di generazione in generazione».
Un programma ricco e multidimensionale
L’appuntamento di Villa Firenze si inserisce in un fitto calendario di eventi organizzati dall’Ambasciata e in collaborazione con Consolati, Istituti Italiani di Cultura, aziende del comparto agro-alimentare, consorzi e realtà formative come ALMA. Tra gli eventi delle scorse settimane spiccano il gala dell’Italian Cultural Society con lo chef Massimo Bottura e la serata di presentazione del libro di Lidia Bastianich, entrambi ospitati a Villa Firenze.
Particolare attenzione è stata riservata all’educazione alimentare: il “Festival dei 5 Colori”, realizzato il 19 novembre con la Fondazione Pancrazio, ha coinvolto oltre 130 bambini in attività didattiche e ha ospitato un panel su salute e alimentazione con rappresentanti dell’Istituto Superiore di Sanità e accademici italiani e americani. Tra i protagonisti dell’impegno divulgativo è stata citata anche la chef italo-americana Amy Riolo, nota per la sua attività di promozione della cultura gastronomica italiana negli Stati Uniti.

Cucina come diplomazia culturale
La Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è più di una serie di cene: è una strategia culturale che unisce promozione commerciale, tutela delle produzioni tipiche e diplomazia pubblica. Coinvolgendo chef, consorzi e mondo accademico, l’iniziativa mira a creare un racconto coerente sulle origini e i valori del cibo italiano — dalla filiera agricola alle pratiche di consumo sostenibili — rafforzando anche i legami tra comunità italo-americane e territorio italiano.
Per l’Ambasciata, la collaborazione con partner tradizionali come l’Accademia Italiana della Cucina e l’Associazione “Ambasciatori del Gusto” ha permesso di amplificare la portata dell’evento, facendone un momento di incontro tra economia, cultura e innovazione nella filiera agroalimentare.
Impatto e prospettive
L’edizione di quest’anno ha ribadito come la gastronomia italiana rimanga uno degli strumenti più efficaci di promozione culturale e commerciale all’estero. Attraverso iniziative dedicate sia al grande pubblico sia a target specialistici — giornalisti, buyer, operatori del settore — la Settimana contribuisce a consolidare l’immagine del Made in Italy alimentare e a sostenere la crescita delle esportazioni.
Guardando al futuro, l’esperienza di Washington conferma l’importanza di mantenere un dialogo costante tra diplomazia, imprese e operatori culturali per valorizzare la biodiversità agroalimentare italiana, promuovere pratiche alimentari salutari e sostenibili e continuare a raccontare, anche all’estero, la storia e l’identità del nostro Paese attraverso il cibo.
Programmi futuri e iniziative locali saranno curati dai Consolati e dagli Istituti Italiani di Cultura presenti negli Stati Uniti. La decima edizione conferma che la cucina italiana è — e resterà — un potente veicolo di cultura, economia e relazioni internazionali.




