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“Aprire quella porta è stato il primo passo verso la libertà.” Così racconta Gloria Peritore, atleta siciliana e pluricampionessa di kickboxing, oggi tra i volti più carismatici della boxe professionistica internazionale. La sua non è soltanto una storia sportiva, ma un racconto di rinascita, forza interiore e determinazione. Una storia che parte da un dolore profondo e arriva fino agli Stati Uniti, dove Gloria ha scelto di scrivere una nuova pagina della sua carriera.

 

Dalla Sicilia al mondo: una vita in guardia

Nata a Licata nel 1988, Gloria ha trovato nello sport da combattimento non solo una disciplina, ma una vera e propria via di salvezza. Dopo una relazione tossica che le ha lasciato ferite emotive profonde, ha cominciato un percorso di ricostruzione personale che l’ha condotta quasi per caso in una palestra di kickboxing. Quel primo ingresso, ostacolato da crisi di panico e insicurezze, si è rivelato un momento spartiacque.

Da lì è cominciata una straordinaria ascesa: tre titoli mondiali nella kickboxing, combattimenti vinti tra Europa e America, e ora una nuova fase come pugile professionista. Affiancata dal manager Alessandro Cherchi, Gloria ha saputo reinventarsi ancora una volta, portando il suo talento su un nuovo ring.

Gloria Peritore con il compagno e coach, Manuele Raini e la campionessa Miyo Yoshida con il suo coach, Josh Popper

Gloria è tornata a New York

Gloria è tornata a New York, dove nel 2016 ha conquistato la sua prima grande vittoria internazionale al Bellator Kickboxing. Oggi è di nuovo lì per completare la preparazione al titolo europeo dei pesi gallo, in programma il 10 Maggio nella suggestiva cornice di Carbonia e trasmesso in diretta su DAZN.
A NY si è allenata insieme alla campionessa giapponese Miyo Yoshida, detentrice di diverse cinture mondiali e con una grande esperienza, perfezionando il lavoro iniziato in Italia con atlete del calibro di Stephanie Silva. Una preparazione intensa, pensata per affrontare al meglio la sfida contro la spagnola Natali Francesca.
“Allenarmi a New York è come tornare alle origini di un sogno,” racconta Gloria, “ma stavolta con un obiettivo ben chiaro: portare a casa questo titolo, per tutte le donne che lottano ogni giorno, dentro e fuori dal ring.“

Shadow Project e #FIGHTTHEVIOLENCE: lo sport che cambia la società

Ma il lavoro di Gloria non si ferma al ring. Con il suo progetto sociale Shadow, e in particolare con l’iniziativa #FIGHTTHEVIOLENCE, promuove da anni la lotta contro la violenza sulle donne e l’empowerment femminile. In collaborazione con Alteya Onlus, ha attivato uno sportello gratuito di ascolto e supporto per persone in difficoltà, unico nel suo genere nel mondo degli sport da combattimento.
“Empowerment e lotta alla violenza sono battaglie distinte, ma legate da un filo sottile,” spiega Gloria. “Tutto comincia dalla consapevolezza, dalla forza, dal rispetto per sé stesse.”

Gloria Peritore con i membri dell’associazione Carini IOD

Il legame con l’Italia e il ponte verso l’America

Il percorso internazionale di Gloria è reso possibile anche grazie al sostegno di chi ha creduto fin dall’inizio nella sua visione. Tra i primi sostenitori delle sue avventure americane c’è stato il Consolato d’Italia a Filadelfia, che ha seguito da vicino la sua crescita, contribuendo a gettare le basi per il ponte sportivo e culturale tra Italia e Stati Uniti.

Gloria Peritore con Matthew Ingulli e Charlie Ingulli

Un ringraziamento particolare va anche all’Associazione Carini IOD, che ha sempre accompagnato Gloria nelle sue battaglie valoriali, riconoscendone l’impegno non solo sportivo ma anche umano e civile.
Determinante, in alcuni momenti decisivi della sua carriera, il supporto dell’Avvocato Fabio Cione, che ha contribuito a strutturare alcune delle importanti partnership e delle sue iniziative abroad.
E non da ultimo, un sentito grazie agli sponsor Onewell Health Care di Aytekin Oldac e Cherles Ingulli per aver sostenuto con coraggio e visione questo percorso di crescita.

 

Una nuova generazione di guerriere

Gloria Peritore rappresenta oggi molto più di un’atleta. È un simbolo di riscatto, un esempio per le nuove generazioni, una voce forte e limpida nel panorama dello sport femminile. La sua amicizia con un’altra donna simbolo del cambiamento, Elisabetta Canalis, oggi anch’essa atleta nel mondo della kickboxing, conferma quanto lo sport possa diventare linguaggio di sorellanza, forza collettiva, e rivoluzione silenziosa.

Mentre guarda all’America con occhi determinati e cuore aperto, Gloria continua a lottare per ciò in cui crede: il diritto di ogni donna di sentirsi forte, libera, rispettata. Dentro e fuori dal ring.

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