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Quando Amy Riolo ha messo piede per la prima volta in Italia, dopo l’università, non era solo un viaggio. Era una ricerca, un percorso di riscoperta personale e familiare, una storia d’amore con le proprie radici. Cresciuta negli Stati Uniti, sentiva che una parte di sé era rimasta sospesa tra le storie raccontate in famiglia e un passato che sembrava lontano, ma che la chiamava a gran voce.

Suo nonno paterno sapeva di avere cugini in Italia, ma non aveva mai avuto modo di rintracciarli. Il suo bisnonno era emigrato senza mai poter tornare nella sua terra natale. Il legame con l’Italia era quindi fatto di ricordi tramandati, di nomi e luoghi che vivevano solo nelle parole e nelle fotografie. Amy, spinta dalla voglia di conoscere le proprie origini, decide così di riportare alla luce quel legame, di dare un volto e una voce alla sua storia.

Insieme a una cugina, scrive al Comune di Crotone, la città d’origine della sua famiglia paterna, per mettersi sulle tracce dei parenti. Il viaggio che ne è seguito si è rivelato molto più di una semplice esplorazione genealogica: è stato un ritorno a casa.

I bisnonni paterni di Amy Riolo: Giuseppe Riolo, Concetta Magno e figli

I bisnonni paterni di Amy Riolo: Giuseppe Riolo, Concetta Magno e figli

Era come se stessi ricostruendo i pezzi di un puzzle che non riuscivo a identificare prima,” racconta Amy. “Vivendo in America, c’erano aspetti di me che non sapevo spiegare. Ma appena sono arrivata in Italia, tutto è diventato chiaro. Ho capito da dove venivo, cosa mi mancava. Era un legame profondo, un sentimento che andava oltre le parole.”

Per i suoi genitori, tornare in Italia era stato un sogno impossibile. Per lei, invece, quel viaggio è stato un modo per realizzare anche i loro desideri, per colmare una distanza che il tempo e la storia avevano creato.

Non era solo una questione di famiglia, ma di identità. Ogni strada percorsa, ogni volto ritrovato, ogni sapore riscoperto ha contribuito a rafforzare il senso di appartenenza a una cultura che, pur essendo lontana, era sempre stata parte di lei.

Il suo viaggio è stato un ponte tra passato e futuro, un filo che ha riannodato storie, ricordi e sogni tra due mondi diversi ma profondamente legati.

Negli anni, il legame di Amy con l’Italia è diventato sempre più forte. Quello che era iniziato come un viaggio alla scoperta delle proprie radici si è trasformato in un ritorno continuo, un’esigenza interiore che la spinge a trascorrere anche tre o quattro mesi all’anno nella sua terra d’origine.

 

Oggi conosce profondamente la realtà dei suoi luoghi, non è più una visitatrice, ma una di casa. Ogni strada percorsa, ogni volto familiare, ogni tradizione che ha imparato a fare sua la avvicinano sempre di più alla consapevolezza che l’Italia è parte integrante della sua identità.

Eppure, ogni volta che deve ripartire è un piccolo trauma. “Ogni addio all’Italia è una fitta al cuore,” racconta Amy con una punta di malinconia. “Lasciare la mia famiglia, i luoghi che ormai sento miei, è sempre difficile.”

Forse, questa connessione così profonda con la Calabria ha radici ancora più antiche, più profonde. Non è solo il ramo paterno della famiglia Riolo a legarla a questa terra, ma anche quello materno. Sua madre, infatti, è originaria della provincia di Catanzaro, precisamente di Castiglione Marittimo. Questo rende il richiamo della Calabria ancora più forte: non è solo un luogo di appartenenza, è il cuore della sua storia familiare, il punto d’origine di entrambi i suoi genitori.

Per Amy, tornare alle sue radici non è stato solo un viaggio, ma un vero e proprio lusso. Un dono inestimabile che la vita le ha fatto, una gioia profonda che ancora oggi la commuove. Ritrovare la propria famiglia in Italia, riscoprire la cultura che scorre nel suo sangue, è stato un privilegio che ha deciso di trasformare in una missione: raccontare la bellezza dell’Italia e farla conoscere oltreoceano.

Fox 5 DC, Cucinando con EVO

Fox 5 DC, Cucinando con EVO

E quale modo migliore se non attraverso il cibo? Amy viene da una famiglia in cui cucinare era un’arte tramandata di generazione in generazione. I profumi e i sapori della tradizione sono stati il primo legame con le sue radici italiane, per questo, ha scelto la cucina come strumento per narrare la cultura italiana, per farne sentire il sapore, il calore e la storia.

Per lei, raccontare la cucina italiana e mediterranea non è solo un piacere, ma un dovere morale. È il suo modo di onorare la sua famiglia, di dare voce a quelle generazioni che hanno lasciato la loro terra senza mai poterci fare ritorno. Sente la responsabilità di colmare quel vuoto, di costruire un ponte tra il passato e il presente, tra l’Italia e l’America, attraverso la cucina e la cultura.

Ma il suo impegno va oltre i confini della ristorazione. Amy Riolo è anche una scrittrice e un’educatrice. Ha avuto l’opportunità di parlare in diverse sedi di Crotone, proprio la città delle sue origini paterne, per divulgare i principi della dieta mediterranea. Con passione e dedizione, cerca di insegnare ai giovani – così come ai suoi lettori – che la dieta mediterranea non è solo un insieme di ricette, ma un vero e proprio patrimonio culturale. Proprio nella sua terra natale, la scrittrice è stata nominata socio onorario dell’Associazione Regionale Cuochi Pittagorici.

 

La dieta mediterranea dovrebbe essere come la lingua,” racconta Amy. “Qualcosa di intrinseco in noi, parte della nostra identità. Viviamo in un’epoca in cui le abitudini alimentari stanno cambiando rapidamente, spesso allontanandosi dai principi sani e naturali che hanno reso la dieta mediterranea un modello di benessere riconosciuto in tutto il mondo. Ed io lotto per preservare questa eredità, per ricordare alle nuove generazioni che il cibo non è solo nutrimento, ma cultura, storia e appartenenza.”

Non è un caso che la sua battaglia abbia origine a Crotone, città storicamente legata alla nascita della dieta mediterranea. Fu qui che Pitagora introdusse per la prima volta il concetto di nutrizione come pilastro di una vita sana ed equilibrata. Eppure, oggi, Crotone detiene un triste primato: è una delle città italiane con il più alto tasso di diabete. Un paradosso che evidenzia come, nel tempo, molte tradizioni alimentari più autentiche siano andate perdute o trascurate, contribuendo all’aumento di patologie legate all’alimentazione. Per Amy, difendere questa eredità significa non solo preservare una filosofia di vita, ma anche rendere omaggio alle proprie radici familiari.

Good Morning Washington, Giornata Mondiale della Pasta

Di fronte a questa realtà, Emi non è rimasta a guardare. Ha studiato, si è formata, ha approfondito il tema fino a diventare una scrittrice di fama internazionale specializzata in divulgazione sulla dieta mediterranea e sulla prevenzione del diabete. Per lei non è solo una questione di cultura alimentare, ma una vera e propria battaglia sociale. Insegnare alle persone l’importanza di uno stile di vita sano significa dare loro gli strumenti per vivere meglio, più a lungo e con maggiore consapevolezza.

Con l'Associazione Regionale Cuochi Pittagorici a Vinitaly and the City, Sibari 2024

Con l’Associazione Regionale Cuochi Pittagorici a Vinitaly and the City, Sibari 2024

Ma la storia di questa ambasciatrice della cucina italiana è anche una storia di lotta, dolore e rinascita. Giovanissima, Amy si affaccia al mondo della moda. Lavora in grandi magazzini di lusso a Washington D.C., un ambiente che le permette di coltivare la sua passione per la bellezza e l’estetica. Ma poi, arriva un periodo buio, segnato dalla malattia.

A soli 32 anni, viene colpita dalla Lyme Disease, una patologia ancora poco conosciuta all’epoca, ma devastante. Il suo corpo inizia a cedere sotto il peso di oltre 40 sintomi, privandola di una vita normale. La malattia la costringe a letto, la rende disabile, le porta via l’energia e la spensieratezza della giovinezza.

I medici non sembrano avere soluzioni definitive e per Amy inizia una lunga e difficile battaglia. Poi, un incontro le cambia la vita: una terapista specializzata nel legame tra corpo e mente le propone un approccio completamente diverso. Le insegna a lavorare sul suo stato d’animo, a rifiutare l’idea stessa di essere malata, a riprogrammare la mente affinché il corpo potesse ritrovare il suo equilibrio.

Senza interventi e solo con la forza della mente e della volontà, riesce a guarire definitivamente. Un percorso incredibile, che la porta a riscoprire la sua forza interiore e a comprendere quanto il benessere fisico e mentale siano profondamente connessi.

Ambasciata d' Italia, Washington D.C.

Ambasciata d’ Italia, Washington D.C.

Questa esperienza segna una svolta nella sua vita. La sofferenza e la guarigione la rendono ancora più determinata nel voler aiutare gli altri, nel voler diffondere la cultura del benessere e della salute. Ed è proprio in questo percorso che trova la sua vera missione: insegnare alle persone a prendersi cura di sé attraverso l’alimentazione, la conoscenza e la consapevolezza.

La diagnosi della malattia di Lyme al terzo stadio le aveva tolto ogni speranza. Il suo sistema nervoso centrale era compromesso e il rischio che la malattia avanzasse fino al sistema cardiocircolatorio – con esiti fatali – era reale. Molti pazienti non ce l’avevano fatta. Emi si sentiva intrappolata in un corpo che non rispondeva più.

Eppure, fu proprio in quel momento di totale resa che arrivò la svolta. La sua terapista la sfidò con una domanda apparentemente assurda: “Cosa farebbe Amy Riolo se stesse bene?” In un primo momento, Amy reagì con rabbia. Come poteva chiederle una cosa del genere, se era incapace di alzarsi dal letto? Ma la terapeuta insistette: alla prossima seduta avrebbe dovuto rispondere.

Madrina di cerimonia in ambasciata per la Società Culturale di Washington D.C.

Madrina di cerimonia in ambasciata per la Società Culturale di Washington D.C.

Quando tornò, aveva riflettuto. Disse: “Vorrei cucinare e scrivere.” Quella risposta cambiò tutto. La terapista le disse: “Allora cucinerai e scriverai.” Amy era incredula, ma si aggrappò a quell’idea. Iniziò un percorso di guarigione basato sulla forza della mente e, giorno dopo giorno, sintomo dopo sintomo, riprese il controllo della sua vita. Dopo un anno, i test medici confermarono quello che sembrava impossibile: era completamente guarita.

Superata la malattia,  capì che non voleva più sprecare il suo tempo. Aveva una missione: cucinare, scrivere e diffondere la cultura gastronomica italiana. La sua passione per il cibo era nata da bambina, cresciuta tra i profumi della cucina della mamma, che gestiva un servizio di catering. A tre anni impastava torte e biscotti accanto a lei.

Fox 5 DC, Giornata Nazionale del Cibo Italiano

Fox 5 DC, Giornata Nazionale del Cibo Italiano

La nonna era una maestra nei lievitati e il nonno, cuoco per i militari durante la Seconda Guerra Mondiale, le insegnava come preparare piatti deliziosi con pochi ingredienti. Suo padre, invece, era affascinato dalla storia della cucina e, insieme, trascorrevano ore guardando documentari su National Geographic. Lui si chiedeva sempre cosa mangiassero gli antichi popoli di cui parlavano le trasmissioni. Amy decise che avrebbe trovato una risposta a quella domanda. Anni dopo, quando National Geographic la invitò come ospite, le diedero il titolo di antropologa della cucina.

Ogni membro della sua famiglia le aveva trasmesso qualcosa: dalla mamma apprese l’arte di cucinare per grandi numeri, dal nonno la capacità di adattarsi alle risorse disponibili, dal padre la curiosità per la storia gastronomica. Amy si formò leggendo i libri dei grandi chef, seguendo corsi e facendo stage. Iniziò a studiare la cucina mediterranea e, in particolare, quella della sua Calabria.

Vivendo a Washington D.C., Amy trovò il modo di unire cultura e cucina attraverso il format “Dining with Diplomats”, con cui entrava nelle ambasciate e cucinava insieme alle mogli degli ambasciatori. Parlava di tradizioni, storia e sapori, costruendo ponti tra le culture attraverso il cibo.

Grazie alla sua crescente fama, le arrivarono proposte editoriali. Voleva scrivere un libro sulla cucina calabrese, ma incontrò molte difficoltà: Essendo alla sua prima esperienza nel mondo dell’editoria, farsi strada non era semplice, soprattutto in un mercato già saturo di chef e scrittori italo-americani che trattavano di cucina. Decise allora di viaggiare nel Nord Africa, esplorando la cucina marocchina ed egiziana e scoprendo sorprendenti connessioni con le ricette italiane. Molti piatti nordafricani erano in realtà antenati delle specialità italiane.

Trattoria - Enoteca "Max", Cirò Marina, Crotone, Calabria

Trattoria – Enoteca “Max”, Cirò Marina, Crotone, Calabria

Durante un viaggio in Arabia Saudita, Amy si immerse nella cultura locale e scrisse il suo primo libro, “Arabian Delights”, che segnò l’inizio di una brillante carriera da autrice.

Da quel primo libro, non si è più fermata. È arrivata a scrivere ben 21 volumi, molti dei quali dedicati alla prevenzione del diabete, una malattia che ha colpito sua madre e che, dopo la sua esperienza di guarigione, è diventata una delle sue principali battaglie.

Oggi è una delle più autorevoli divulgatrici della dieta mediterranea, una chef, un’autrice e una conferenziera internazionale. Ha dimostrato che la passione può trasformarsi in missione, che il cibo è cultura e che la mente ha un potere immenso sulla guarigione del corpo.

La sua storia non è solo quella di una donna che ha trovato successo nella cucina e nella scrittura, ma di una persona che ha saputo reinventarsi, superare il dolore e trasformarlo in qualcosa di straordinario. Cucinando e scrivendo, Amy ha costruito ponti tra passato e futuro, tra culture diverse, tra tradizione e innovazione. E, soprattutto, ha dimostrato che la vera forza nasce sempre da dentro. Il suo è un lavoro di amore e dedizione, un ponte culturale tra due mondi che, grazie a lei, non sono mai stati così vicini.

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