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Ci sono serate che scorrono leggere ma lasciano il segno, fatte di dettagli che si incastrano con naturalezza: un calice versato al momento giusto, una storia raccontata senza forzature, una sala che vibra di energia autentica. A Modo Mio sceglie di celebrare così le donne del vino, trasformando una cena in un racconto corale, vivo, condiviso.

La cornice è quella di un luogo che non ha bisogno di presentazioni: accogliente, elegante senza essere distante, profondamente radicato nella tradizione napoletana ma capace di parlare un linguaggio contemporaneo. Qui, ogni elemento contribuisce a creare un’esperienza che va oltre il semplice dining.

 

Testimone e ospite della serata, la firma elegante e coinvolgente di Amy Riolo, divulgatrice enogastronomica e autrice di numerosi libri dedicati alla cucina e alla cultura del Mediterraneo. Il suo approccio è diretto, inclusivo, mai didascalico: il vino viene raccontato come una storia da condividere, non come una lezione da imparare. Ed è in questo equilibrio che la serata trova la sua cifra più autentica.

Il percorso prende forma attraverso un menu costruito con precisione da Antonio Biglietto – Executive Chef/ Co-Owner and Managing Partner, che resta fedele alla sua idea di cucina: identità forte, tecnica solida, emozione immediata.

 

Si parte con il citrus-cured salmon, finocchio e pepe rosa, piatto luminoso e delicato che trova il suo equilibrio nel Ramato 2024 di Antonutti, un Pinot Grigio dalla freschezza vibrante, con note di pera e una piacevole tensione acida.

A seguire, la mini polenta cake con fonduta di Taleggio e prosciutto di Parma croccante entra in scena con maggiore profondità. Qui l’abbinamento cambia registro: il Barbera d’Alba Superiore 2020 di Casa E. di Mirafiore avvolge il piatto con note di mora, liquirizia e caffè, sostenute da tannini morbidi e una struttura elegante.

Il momento più intimo arriva con i ravioli mantovani — zucca, amaretti, burro nocciola e salvia — esaltati dal Gibelè 2024 di Pellegrino, uno Zibibbo aromatico e persistente, con profumi di gelsomino, agrumi e frutta gialla che accompagnano ogni boccone senza sovrastarlo.

Poi il piatto che segna il passaggio: medaglione di filetto di manzo con riduzione al Barolo e verdure arrosto. Qui la materia si fa più intensa, e il Langhe Nebbiolo 2023 di Broccardo risponde con precisione: note di rosa, melograno e ciliegia, acidità brillante e tannini ben bilanciati.

Il finale sorprende per leggerezza: torta di carote con crema di ricotta montata, accompagnata dallo Spergolino 2025 di Bertolani. Uno spumante fresco, floreale, con una persistenza elegante che chiude la degustazione con un tono quasi festoso.

 

Dietro le quinte, ma perfettamente presente in ogni dettaglio, c’è la visione di Rosario Farruggio – Co-Owner and Managing Partner, figura storica della ristorazione, capace di costruire nel tempo un’identità solida e riconoscibile. Accanto a lui, la gestione attenta e dinamica di Mikki Durdevic – General Manager, volto giovane ma già perfettamente in sintonia con il ritmo e lo spirito del locale.

Il risultato è una serata che crea connessioni. Tra chi produce, chi racconta, chi serve e chi ascolta.

A Modo Mio non celebra solo il vino. Celebra le persone che lo rendono possibile. E lo fa nel modo più semplice e più difficile di tutti: facendo sentire ogni ospite parte della storia.

Ciò che resta davvero non è solo l’equilibrio tra piatti e vini. È il modo in cui la serata prende forma attorno alle persone: i racconti che si intrecciano, le esperienze condivise, la sensazione di partecipare a qualcosa di vivo.

Qui si celebra il vino, certo. Ma soprattutto si celebrano le storie, le mani e le idee delle donne che lo rendono possibile. E ogni calice versato diventa un invito semplice, diretto: sedersi, ascoltare, brindare, e tornare.

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