Fortunato chi ha assaggiato un piatto di Antonio Pisaniello. Fortunato chi ha avuto la possibilità di varcare la soglia della iconica Locanda di Bu, un angolo di tradizione e innovazione incastonato a Nusco, nel cuore dell’Irpinia, dove lo chef ha saputo incantare i palati per anni. Un luogo che per anni ha rappresentato un baluardo della tradizione culinaria irpina.
Antonio Pisaniello è uno di quei nomi che rappresentano la tradizione e l’innovazione della cucina italiana. Originario dell’Irpinia, questo talentuoso chef ha saputo portare i sapori autentici del Sud Italia al cuore di New York, diventando un vero ambasciatore della cultura culinaria italiana oltreoceano. La sua storia è quella di un uomo che ha creduto nei propri sogni e li ha trasformati in realtà, senza mai dimenticare le proprie radici.

Qui, Pisaniello è stato un precursore, un visionario che ha saputo innovare pur mantenendo salde le radici della cucina mediterranea. Ogni piatto servito alla Locanda raccontava una storia di sapori autentici e ingredienti genuini, un’esperienza che chi ha avuto la fortuna di provare difficilmente dimenticherà.
Un narratore di sapori, un maestro capace di fondere la ricchezza delle sue radici con una visione moderna e raffinata della cucina mediterranea. Dai suoi piatti emerge un equilibrio sottile tra innovazione e tradizione, dove la creatività si mescola alla memoria, creando esperienze culinarie che restano nel cuore e nella mente. Pisaniello non si limita a riproporre piatti tipici, ma li reinterpreta, gioca con le consistenze, i colori e i sapori, rendendoli unici e contemporanei.

Pisaniello ha fatto parlare ancora di sé un anno fa, quando ha aperto “Cacciafumo,” una tavola e azienda agricola situata a Montella, in provincia di Avellino. Con “Cacciafumo”, Antonio ha voluto onorare la tradizione irpina con piatti che affondano le loro radici nella cultura del territorio, utilizzando prodotti locali e coltivando lui stesso gran parte delle materie prime. Tuttavia, la sua voglia di sperimentare e di fondere sapori ha portato questo rinomato chef a guardare oltreoceano, dove ha trovato l’ispirazione per i suoi nuovi progetti.

Da chef a consulente: tramandare la cucina italiana oltreoceano
Lo chef, infatti, aveva un sogno, e il suo sogno si è avverato. Dal cuore dell’Irpinia a New York, ha attraversato l’oceano per portare con sé quel bagaglio di sapori autentici, diventando una figura di riferimento nella scena culinaria della Grande Mela.
Oggi, anche a migliaia di chilometri di distanza dalla sua amata Irpinia, continua a tramandare la sua arte, insegnando ai migliori chef dei ristoranti newyorkesi il valore della cucina italiana e delle sue regionalità. Una cucina fatta di passione, rispetto per le materie prime e un tocco di eleganza che rende ogni piatto unico e riconoscibile.

Pisaniello ha abbracciato il ruolo di consulente culinario a New York, dedicandosi a insegnare, suggerire e tramandare la vera cucina italiana negli Stati Uniti. Il suo lavoro di Chef Consultant gli ha permesso di lavorare con diversi ristoranti, mettendo in luce la sua visione di cucina autentica e raffinata. Antonio ha progetti ambiziosi, con grande entusiasmo e voglia di innovare.
Tra le collaborazioni più importanti spicca quella con “Serafina,” uno dei ristoranti italiani più noti a New York, dove ha portato la sua esperienza e creatività per elevare l’offerta culinaria.
Lo chef crea un ponte tra la tradizione e l’innovazione, tra l’Irpinia e il melting pot newyorkese, tra passato e futuro. Il suo è un vero e proprio viaggio gastronomico che ha deciso di condividere con tutti coloro che, come lui, amano perdersi tra i sapori del Sud, per poi ritrovarsi in una città che non smette mai di sorprendere.


Ma è nel 2001 che la sua carriera prende una svolta decisiva. Grazie all’invito a New York insieme a Rocco Di Spirito, ha avuto l’opportunità di scoprire la Grande Mela, dove ha subito intravisto possibilità, meritocrazia e l’opportunità di realizzare sogni che in Italia sembravano difficili da raggiungere.
La città che lo aveva affascinato nel 2001 lo ha riaccolto due anni fa, quando Antonio ha deciso di tornare e stabilirsi definitivamente a New York. “Ho visto possibilità, meritocrazia e sogni che potessero avverarsi”, racconta lo chef, che oggi vive nella metropoli americana con nuove sfide in mente.

“Pizzarte”: quando l’arte incontra la cucina
Uno dei progetti più iconici di Antonio Pisaniello a New York è stato “Pizzarte,” un concept che ha unito la passione per la cucina con quella per l’arte. Insieme a Lello Esposito e all’attore Sergio Assisi, ha dato vita a un ristorante che non era solo un luogo dove gustare ottimi piatti, ma anche una galleria d’arte dove artisti locali e internazionali esponevano le loro opere.

Pizzarte diventa un punto di riferimento per chi desiderava vivere un’esperienza che combina sapori e creatività, e rappresentava perfettamente l’approccio innovativo e multidisciplinare di Pisaniello alla gastronomia.
Dalla James Beard Foundation alla partnership con amici di lunga data
L’amore di Antonio Pisaniello per l’America nasce molti anni fa. Cresciuto con il mito degli avi emigrati oltreoceano e ispirato da storie di amici che si erano trasferiti negli Stati Uniti, lo chef irpino ha sempre visto New York come una meta affascinante e ricca di opportunità.
La prima scintilla è scoccata tredici anni fa, quando è stato invitato dalla Comunità Montana Terminio Cervialto alla prestigiosa James Beard Foundation, nel cuore del Greenwich Village, per tenere corsi sulle farine antiche italiane. Lì, tra piatti tipici come i cecaluccoli, i fusilli e la maccaronara, Antonio ha avuto modo di condividere la sua conoscenza e la sua passione con un pubblico di americani e italo-americani, conquistandoli con semplicità e maestria. “Per fare la pasta bastano solo acqua e farina,” era il suo messaggio, e quella genuinità ha colpito nel segno.

Da allora, il legame con l’America si è rafforzato, anche grazie alla ritrovata amicizia con due figure che hanno segnato il suo percorso. Oggi, Antonio è affiancato in questa nuova avventura da Michael Turner e Vincenzo Winnie Ruggiero, due amici di infanzia che condividono con lui l’amore per l’Italia e la passione per la cucina. La sua passione per la cucina e il suo amore per il baccalà e le influenze greche della cucina calabrese hanno trovato in Pisaniello un perfetto alleato per dar vita a “Farina”.

La sfida di Farina: portare il Sud Italia a New York
“Farina” si presenta come un progetto ambizioso, ma pieno di entusiasmo e voglia di innovare. Situato in una delle zone più dinamiche di Brooklyn, il ristorante si propone di essere un punto di riferimento per chi cerca un’esperienza autentica e diversa dal solito.
La scelta del nome “Farina” non è stata casuale: rimanda a quell’elemento semplice e antico che accomuna tutta la cucina italiana, la farina appunto, capace di trasformarsi in pane, pasta, pizza e dolci. Un simbolo di tradizione, ma anche di versatilità e creatività
L’obiettivo non è quello di proporre la classica cucina italiana, né di ricreare un’esperienza italo-americana tradizionale. Come lui stesso affermò prima dell’apertura, “Non farò né una cucina irpina, né una ‘cucina italiana’ e neppure una cucina italo-americana. Faremo una cucina (e una pizzeria) di fusion italiana del centro-sud”.

Pisaniello ha raccontato attraverso i suoi piatti la sua vita, che si è sviluppata tra diverse regioni del Sud Italia, portando con sé sapori campani, siciliani e calabresi. Una cucina che rispecchia il melting pot culturale di New York, una città dove le diverse culture convivono e si contaminano, creando un’identità unica e vitale.
La filosofia di “Farina” risiede proprio in questa capacità di mescolare, fondere e creare un’armonia tra le tradizioni culinarie del Sud Italia. Ogni piatto è il risultato di un viaggio personale, e attraverso sapori autentici e ricercati, Pisaniello vuole offrire ai suoi clienti un’esperienza che sappia di casa ma che, allo stesso tempo, guardi al futuro.
Un futuro ancora tutto da scrivere
Antonio è un realista che vive facendo quello che ama di più: cucinare e condividere la sua passione per la buona cucina. Ma per lui i sogni non finiscono qui.
Lo chef ha sempre creduto nel potere della famiglia e nella forza delle tradizioni. Non sorprende quindi che i suoi figli, Umberto e Filippo, abbiano seguito le sue orme, abbracciando la passione per la cucina. Ormai grandi, i due giovani chef rappresentano il futuro di quella tradizione che il padre ha saputo reinventare con maestria. Per Antonio, però, il sogno più grande sarebbe vederli un giorno unirsi a lui in America, per aprire insieme una trattoria che rappresenti la vera essenza di questo concetto.
Una trattoria, quella vera, a conduzione familiare, dove dietro ogni piatto si nasconde una storia. Una luogo che racconti la sua vita e quella della sua terra, nel cuore di New York. Un progetto ambizioso che non è solo un sogno, ma una promessa. Per Pisaniello, una trattoria non è solo un luogo dove si mangia, ma una filosofia di vita: è un ambiente che racconta una storia familiare, fatto di tradizione, passione e autenticità.

Per Antonio, esportare l’autentica cucina italiana significa portare con sé un pezzo di casa, offrendo agli americani e agli italiani che vivono oltreoceano o che arrivano per turismo a New York la possibilità di vivere un’esperienza culinaria che sia vera e genuina.
La sua storia è quella di un uomo che ha creduto in sé stesso e nella propria visione, e che ha saputo portare un pezzo d’Italia nel cuore di New York. E mentre continua a costruire il suo futuro nella Grande Mela, non c’è dubbio che Antonio Pisaniello continuerà a sorprendere e deliziare con i suoi piatti, portando avanti una tradizione che ha radici profonde ma guarda sempre avanti, verso nuovi orizzonti.
“La cucina è una forma d’arte solo quando ha un”anima“. Questa è una frase che lo chef Pisaniello ripete spesso, e che racchiude la sua filosofia e il suo approccio alla cucina. Per lui, ogni piatto non è solo un insieme di ingredienti, ma una storia, un”emozione che prende vita attraverso sapori autentici e combinazioni inaspettate. È con questo spirito che lo chef ha conquistato prima l’Irpinia, e poi la Grande Mela, dove ha portato la sua passione e la sua visione innovativa della cucina italiana. Da New York continua a insegnare e ispirare, trasmettendo ai migliori chef della città il valore delle tradizioni regionali e quel tocco di eleganza che rende ogni sua creazione unica. Ma i sogni di Antonio non si fermano qui: perché il bello deve ancora venire.




