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Tra lavoro sociale e scrittura, lo sguardo di uno scrittore che raccoglie storie ai margini e le restituisce alla memoria collettiva.

 

Scrivere, ascoltare e custodire le memorie

Nei corridoi delle RSA le storie non arrivano mai tutte insieme. Arrivano a frammenti: una fotografia, un ricordo raccontato a metà, un nome pronunciato piano. A volte basta una domanda per riaprire una vita intera. A volte serve solo qualcuno disposto ad ascoltare.

È in questi spazi che Giuseppe Tecce, scrittore e operatore sociale, ha compreso un principio semplice: le storie possono scomparire se nessuno le raccoglie. Nei suoi anni di lavoro nelle residenze per anziani, Tecce ha incontrato vite intere custodite in piccoli ricordi: famiglie, migrazioni, esperienze di lavoro, paesi lasciati e poi ritrovati. Frammenti di un’Italia silenziosa, che raramente entra nei racconti pubblici.

Da questo lavoro nasce la sua scrittura. Non un progetto letterario astratto, ma una narrazione del sociale e della memoria: persone, territori e memorie che rischiano di restare invisibili.

Dal sociale alla scrittura: il percorso di Giuseppe Tecce

Tecce non aveva programmato di diventare scrittore. Cresciuto in una famiglia di giuristi, dove il diritto e le responsabilità erano parte della vita quotidiana, inizialmente ha seguito la carriera universitaria. Ma mentre studiava codici e norme, ha scoperto che ciò che lo appassionava davvero erano le persone, non le regole: le storie non scritte che altrimenti si sarebbero perse.

All’inizio sono stati appunti, poi pagine e libri. La scrittura è diventata un modo per restituire ciò che ha ascoltato: vite osservate da vicino, non personaggi inventati. Anziani, famiglie, persone ai margini diventano protagonisti di narrazioni che rivelano una profondità inaspettata.

Da questo sguardo nascono opere come:

  • Racconti dall’Irpinia

  • A mezz’ora da tutto

  • Ljuba senza scarpe

  • L’inaffondabile

Racconti dall’Irpinia restituisce il legame tra scrittura e territorio, raccogliendo storie di paesi piccoli, relazioni profonde e silenzi lunghi. Ha vinto il Premio Internazionale Oscar Wilde, portando attenzione su una scrittura capace di trasformare memorie locali in narrazione universale.

Scrivere il mare e le migrazioni

In Tramonti Occidentali, Tecce si allontana da dimensioni localistiche per affrontare la migrazione. Il romanzo racconta una storia dura e umana, avviata da un naufragio al largo di Lampedusa, con un gesto di soccorso che diventa simbolo di appartenenza e solidarietà.

Il libro ha vinto il Premio Approdi d’Autore e il Premio Spoleto Art Festival, è stato presentato al Parlamento Europeo e continua a essere adottato in scuole italiane come testo capace di raccontare le migrazioni senza retorica, tra dolore, complessità e speranza.

Radici, territorio e responsabilità sociale

Per Tecce l’Irpinia non è uno sfondo: è una radice. Nei suoi libri, nei suoi appunti e nelle esperienze sul campo, l’attenzione è costante verso spopolamento, relazioni invisibili, comunità che resistono al tempo. Raccontare questi luoghi significa restituire dignità narrativa e sociale a un’idea di identità italiana fatta di lavoro, memoria e cura reciproca.

È anche per questa capacità di intrecciare territorio, memoria e impegno sociale che Tecce ha ricevuto il Premio Made in Italy al Parlamento Europeo.

Anche opere come L’inaffondabile, ispirate a tragedie storiche come il naufragio del veliero Bayesian, dimostrano il suo approccio: restituire voce a vicende dimenticate e trasformarle in racconto letterario di respiro più ampio.

Progetti culturali e diffusione delle storie

Negli ultimi anni, il lavoro di Tecce si è ampliato anche fuori dall’Irpinia. Oggi dirige una struttura a Pietracupa (Molise)e continua a promuovere esperienze di lettura e scrittura, tra cui il Festival Internazionale Letture dal Bosco a Lago Laceno. Qui i lettori diventano protagonisti, in un dialogo continuo tra comunità e narrazione.

«Le storie, quando vengono raccontate, smettono di essere invisibili», dice Tecce. «Diventano patrimonio di tutti.» La sua scrittura è infatti un impegno quotidiano a restituire memoria, dignità e presenza alle vite delle persone.

Chi desidera approfondire può visitare il sito www.giuseppetecce.com o seguirlo sui social per aggiornamenti sui suoi libri e progetti culturali.

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