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Quando la materia diventa preghiera 

C’è un luogo, ad Assisi, dove la spiritualità si fa materia e il silenzio prende voce.
È il Palazzo Monte Frumentario, antico scrigno di pietra che oggi si illumina del respiro del Cantico delle Creature,

trasformato in esperienza sensoriale dal genio poetico e visionario di Guido Dettoni della Grazia
Qui, l’arte non si guarda soltanto: si ascolta, si tocca, si respira e perfino si gusta.

Otto persone, ad occhi bendati, hanno modellato la cera mentre ascoltavano il Cantico di San Francesco.
Dalle loro mani, nel buio del visibile, sono nate forme misteriose e purissime, impronte di un gesto sacro che si è fatto preghiera.
Quelle stesse forme, oggi fuse in bronzo, sono esposte per essere toccate liberamente, perché la conoscenza non passa solo dallo sguardo ma dal tatto, dal contatto, dalla vicinanza.

Dal tatto si passa alla vista, attraverso le composizioni digitali con cui Dettoni ha trasformato quelle sculture in figure simboliche: fratello Sole, sorella Luna, sorelle Stelle, fratello Vento, sorella Acqua, fratello Fuoco, madre Terra e sorella Morte.
Immagini che vibrano sulle pareti di pietra, come apparizioni luminose, in un dialogo costante tra materia e luce.

Ad accompagnarle è la voce di Silvia Orciari, che ha composto e interpretato il canto di ogni figura.
Non è una musica “sul” Cantico — ma il Cantico stesso che canta.
Le parole di San Francesco si fanno eco intima, risuonano nella memoria del visitatore e, grazie ai QR code disseminati lungo il percorso, tornano a fiorire nel silenzio delle cuffie o della mente.

Il viaggio continua con i profumi e i sapori: la fragranza creata da Viiu Essenze di Assisi e la caramella realizzata dal laboratorio Brielli di Bormio completano il cerchio dei sensi.
Il Cantico diventa respiro e sapore, gesto e contemplazione, emozione e gratitudine.

Nell’ultima sala, le immagini della nascita delle otto tavole scorrono come un film dell’anima: le mani che modellano, la cera che si plasma, la luce che trasforma la forma in visione.
E il visitatore può continuare il rito, acquistando una piccola quantità di cera da modellare: le vostre mani possono modellare la cera per completare l’esperienza del Cantico delle Creature.
Un gesto semplice, umile, che rimette l’uomo al centro della creazione — non come dominatore, ma come parte viva del tutto.

L’arte che prega con le mani

In un mondo che corre, questa mostra ci invita a rallentare.
A toccare, ad ascoltare, a respirare la bellezza.
A riconoscere, nel calore di una cera che si scioglie, la presenza silenziosa di ciò che è sacro.

Con il “Cantico delle Creature”, Guido Dettoni ci restituisce la dimensione originaria dell’arte: quella che non si contempla soltanto, ma si vive.
Perché l’arte, come la fede, nasce dalle mani, dal cuore e dal respiro dell’uomo.
E Assisi, culla di un messaggio universale, si fa ancora una volta ponte tra visibile e invisibile, tra Terra e Cielo.

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